Scheda codice guasto · Filtro antiparticolato (FAP)

Codice guasto P2456: segnale instabile del sensore di pressione del FAP

Risposta immediata

P2456 significa che la centralina rileva il segnale del sensore di pressione A del filtro antiparticolato che cade o salta a tratti, invece di seguire la portata dei gas. Il solo codice non autorizza a proseguire: un breve tragitto è valutabile soltanto con la sola spia fissa, funzionamento regolare e senza perdita marcata di potenza, se consentito dalle istruzioni del veicolo. Spia lampeggiante, altre spie, messaggio del filtro, netta perdita di potenza, fumo o odore di bruciato: fermarsi appena possibile in sicurezza, spegnere il motore, evitare fonti di innesco e richiedere assistenza. Primo controllo: stato del codice e freeze frame, poi pressione letta con lo strumento di diagnosi muovendo connettore e cablaggio. Predisporre sonde e collegamenti a motore spento e quadro spento secondo la procedura del costruttore, poi eseguire la lettura nelle condizioni previste, senza esporsi a organi mobili o superfici calde. Un falso contatto dà questo codice con un sensore sano.

Redazione tecnica DIAGIA · versione italiana verificata il 26 ottobre 2026

Aggiornata il 11 fonti citate11 min di lettura

Cosa controlla la centralina

Il sensore di pressione del filtro antiparticolato confronta la pressione dei gas a monte e a valle del filtro, tramite due tubi flessibili collegati allo scarico. Alimentato da una tensione di riferimento di 5 V, restituisce alla centralina una tensione di segnale, in genere tra 0,5 e 4,5 V secondo Delphi. La centralina la utilizza, insieme alle temperature di scarico e alla portata d’aria, per stimare il carico di particolato e decidere le rigenerazioni (HELLA). Un segnale sano varia senza strappi con la portata: riferimenti Snap-on, circa 2–10 mbar al minimo e 30–40 mbar a 3 000 giri/min a vuoto, da confrontare con i valori del costruttore.

P2456 riguarda un segnale intermittente o erratico: cade o salta senza rapporto con la portata. Soglie e tempi di rilevamento sono propri di ogni centralina. La normativa OBD californiana, citata come riferimento, richiede di rilevare sui sensori di ingresso i difetti di continuità, i valori fuori intervallo e, quando possibile, i valori non plausibili; per continuità e valori fuori intervallo prevede una sorveglianza permanente, con almeno due misure al secondo. Codici vicini: P2452 circuito, P2453 intervallo o prestazioni, P2454 segnale basso, P2455 segnale alto.

  • Pico ricorda che i difetti di cablaggio sono spesso intermittenti: compaiono solo quando la parte danneggiata del cablaggio assume una posizione precisa.
  • Il cablaggio e i tubi flessibili passano vicino allo scarico: Delphi cita fili danneggiati dalle vibrazioni, fessurati o fusi dal calore; HELLA connessioni aggredite da sporco, acqua e sale.
  • Delphi nota che una perdita allo scarico può attivare i codici da P2452 a P2455 di questo sensore: va cercata anche quando il valore resta instabile con un circuito sano.

Sintomi possibili

  • Spia motore accesa
  • Codice memorizzato con più occorrenze, assente in officina
  • Spia o messaggio del filtro antiparticolato secondo il veicolo
  • Potenza limitata a tratti su alcuni veicoli
  • Guasto comparso su strada dissestata, con tempo piovoso o dopo un intervento vicino allo scarico

Cause possibili, nell’ordine in cui controllarle

Ordine di controllo consigliato, non una frequenza. Dal controllo più rapido e meno costoso a quello più impegnativo. Per ogni causa: cosa la sostiene, come verificarla e cosa la esclude.

Cause possibili di P2456, nell’ordine di controllo consigliato
OrdineCausa possibileControllo ed esito attesoLa esclude se…
Controllo n. 01Intervento recente vicino al sensoreIndizioCodice comparso dopo la sostituzione del filtro, del sensore o della linea di scarico; cablaggio o tubo flessibile non più fissati.Rilevare stato, contatore delle occorrenze e freeze frame, poi, a linea fredda, verificare che connettore, cablaggio e tubi flessibili abbiano ritrovato i loro fissaggi, lontano dallo scarico.AttesoComponenti fissati come in origine, condizioni di comparsa del guasto annotate.Nessun intervento recente, cablaggio e tubi flessibili fissati come in origine.
Controllo n. 02Connettore del sensoreIndizioFermo non inserito a fondo, guarnizione assente, terminali opachi o verdastri; guasto che ritorna con tempo umido.Quadro spento: esaminare terminali, guarnizione e fermo. Predisporre a quadro spento e motore spento lo strumento di diagnosi e i collegamenti secondo la procedura del costruttore; poi, quadro acceso e motore spento, muovere il connettore leggendo la pressione. Contatti ossidati: sostituirli secondo il metodo del costruttore, pulizia solo se lo consente.AttesoTerminali serrati e puliti, guarnizione in sede, pressione quasi nulla e immobile durante la manipolazione.Nessuna variazione della pressione letta muovendo il connettore.
Controllo n. 03Cablaggio sfregato o cottoIndizioGuaina indurita o fusa vicino allo scarico, fissaggio mancante, cablaggio che tocca una flangia.Motore freddo e spento: seguire il cablaggio fino alla centralina (guaine, fissaggi, schermi termici). Poi muovere ogni tratto leggendo la pressione, freno tirato, mani lontane dalla ventola.AttesoGuaine integre, cablaggio fissato lontano dai punti caldi, pressione immobile durante il movimento.Pressione immobile durante il movimento di ogni tratto del cablaggio.
Controllo n. 04Riferimento di 5 V o massa instabileIndizioPressione che cade a zero a tratti, talvolta insieme ad altri sensori.Sensore collegato: predisporre sonde e collegamenti a quadro spento e motore spento secondo la procedura del costruttore, poi, quadro acceso, leggere sul retro del connettore riferimento e massa con il multimetro muovendo il cablaggio. La caduta di tensione sulla massa è una prova separata, da eseguire sotto carico se possibile (HELLA). Non misurare la resistenza su un circuito alimentato.AttesoRiferimenti Delphi, da confermare con la documentazione: riferimento di 4,5–5 V, massa a 0 V, immobili durante il movimento.Riferimento e massa immobili durante tutto il movimento del cablaggio.
Controllo n. 05Filo interrotto a tratti o isolante perforatoIndizioRiferimento e massa corretti, ma segnale che cade quando si muove una zona precisa del cablaggio.Quadro spento, motore spento, sensore e centralina scollegati e circuito disalimentato e isolato secondo la procedura del costruttore: muovere il cablaggio misurando ogni filo (Pico), prima la continuità e poi l’isolamento verso massa e verso l’alimentazione, con criteri distinti. Le misure di tensione o di corrente si eseguono invece alimentate, in una prova separata.AttesoRiferimenti Pico: continuità sotto 0,5 Ω, isolamento oltre 10 kΩ, senza salti durante il movimento.Resistenze stabili durante il movimento, poi caduta di tensione sotto carico conforme.
Controllo n. 06Tubi di pressione o perdita allo scaricoIndizioTubo fessurato, indurito o fuso, fascetta assente, fuliggine a un raccordo o a una flangia; valore irregolare in marcia.Motore freddo e spento: seguire ogni tubo fino ai tubetti piegandolo per rivelare le fessure, verificare fascette e passaggio libero, senza mai soffiare aria compressa verso il sensore; poi cercare una perdita alle flange e alle guarnizioni fino al filtro (Delphi).AttesoTubi flessibili, integri, inseriti, passaggio libero fino allo scarico, linea a tenuta fino al filtro.Tubi, raccordi e linea a tenuta e liberi, nessuna traccia di fuliggine.
Controllo n. 07Sensore difettosoIndizioCircuito e tubi validati, ma segnale che salta al minimo o durante le salite di giri.Motore freddo e spento: prelevare il segnale sul retro del connettore e collegare un manometro ai tubi, predisponendo sonde e collegamenti a motore spento secondo la procedura del costruttore. Poi leggere al minimo e in salita di giri, senza toccare nulla, misura breve (Pico), tenendo mani, indumenti e attrezzature lontani da organi mobili e superfici calde: il segnale deve variare con il regime (Delphi), senza salti.AttesoSegnale tra 0,5 e 4,5 V (riferimento Delphi), senza cadute; pressione letta con lo strumento di diagnosi prossima alla differenza monte meno valle.Segnale regolare e coerente con il manometro nelle condizioni del guasto.

Albero di controllo

Segua i passaggi nell’ordine: ogni controllo porta al passaggio successivo o a una riparazione.

  1. Passaggio 1: Rilevare codici, stato, contatore delle occorrenze e freeze frame; annotare i codici dei sensori alimentati dallo stesso riferimento.

    Se conforme P2456 da solo: leggere la pressione con lo strumento di diagnosi.

    Se non conforme Più sensori in guasto insieme: trattare prima la causa comune (riferimento, massa, cablaggio).

  2. Passaggio 2: Quadro acceso, motore spento da alcuni minuti, poi minimo e salite di giri: leggere la pressione del filtro.

    Se conforme Quasi nulla a motore spento, poi regolare: guasto assente in questo momento, muovere connettore e cablaggio.

    Se non conforme Valore che salta già: muovere connettore e cablaggio per localizzare il punto.

  3. Passaggio 3: Motore spento e raffreddato, quadro acceso, strumento di diagnosi sotto gli occhi: muovere il connettore, poi il cablaggio a tratti.

    Se conforme Nulla si muove: misurare riferimento e massa.

    Se non conforme Salto localizzato: riparare il connettore o il filo, allontanarlo dal calore, poi rileggere la pressione.

  4. Passaggio 4: Riferimento di 5 V e massa sul retro del connettore, sensore collegato, cablaggio mosso: misura di tensione sotto alimentazione, predisposta a quadro spento e motore spento secondo la procedura del costruttore.

    Se conforme Immobili: controllare ogni filo con l’ohmetro soltanto a circuito disalimentato e isolato secondo la procedura del costruttore.

    Se non conforme Riferimento o massa che cala: risalire verso la centralina o il punto di massa.

  5. Passaggio 5: Sensore e centralina scollegati, circuito disalimentato e isolato secondo la procedura del costruttore: continuità e isolamento di ogni filo durante il movimento, con criteri distinti.

    Se conforme Circuito sano: controllare i tubi flessibili poi il segnale del sensore.

    Se non conforme Riparare il filo secondo il metodo di riparazione del costruttore, poi rileggere la pressione.

  6. Passaggio 6: Tubi controllati a motore freddo e spento; poi segnale prelevato e manometro letti a motore acceso, senza toccare nulla.

    Se conforme Tutto conforme: riprodurre le condizioni del freeze frame registrando la pressione soltanto durante prove autorizzate e sicure, se consentite dal costruttore e senza segnali di pericolo; in marcia, strumento fissato e un aiutante che legge lo schermo, senza lettura da parte del conducente. In caso di spia lampeggiante, altre spie, messaggio del filtro, netta perdita di potenza, fumo o odore di bruciato, fermarsi appena possibile in sicurezza e richiedere assistenza.

    Se non conforme Tubo o perdita: riparare, poi rileggere. Segnale che salta con circuito, tubi e linea sani: sensore sospetto. Prima di sostituire un componente, verificare se esiste una nota tecnica o un aggiornamento della centralina del costruttore per questo veicolo. Se non c’è, o se il codice ritorna dopo la sua applicazione: sostituire il sensore, poi eseguire l’adattamento se il costruttore lo richiede.

Dopo ogni riparazione Cancelli i codici, poi riproduca le condizioni in cui compariva il guasto, finché la centralina non ha ripetuto il proprio controllo (monitor « pronto » o test eseguito). Codice assente: riparazione convalidata. Codice che ritorna: riprenda dal passaggio che segue quello della riparazione.

Errori frequenti

  • Componente nuovo, stesso difetto: sostituire il sensore senza aver mosso connettore e cablaggio, con lo strumento di diagnosi sotto gli occhi; un falso contatto dà P2456 con un sensore sano.

  • Concludere «non ho trovato nulla» perché il codice è memorizzato ma assente: Pico ricorda che un difetto di cablaggio spesso compare solo in una posizione precisa del cablaggio.

  • Convalidare un filo con una sola misura di continuità: Pico precisa che l’assenza di salti muovendo il cablaggio non garantisce nulla e che la caduta di tensione sotto carico lo conferma. Eseguire la continuità soltanto a circuito disalimentato e isolato secondo la procedura del costruttore; la caduta di tensione è una prova separata, sotto carico.

  • Sostituire un tubo fuso senza cambiarne il percorso: Delphi consiglia di farlo passare altrove perché non si danneggi allo stesso modo.

  • Cancellare il codice prima di aver annotato stato, contatore e freeze frame: si perdono le condizioni in cui il segnale è venuto meno.

  • Avviare una rigenerazione forzata per far sparire il codice: Snap-on chiede di convalidare prima i segnali dei sensori, e HELLA ricorda che la pressione differenziale entra nel calcolo del carico di fuliggine.

Codici associati

È un automobilista?

Prosegua soltanto se le istruzioni del costruttore e i messaggi del veicolo lo consentono, con la sola spia fissa, funzionamento regolare e senza perdita marcata di potenza, limitandosi a un breve tragitto verso l’officina. Annoti quando si accende la spia (pioggia, strada dissestata, intervento vicino allo scarico): aiuta a trovare il falso contatto. Non tocchi cablaggio né tubi dopo aver guidato: lo scarico è rovente. Se la spia lampeggia, se si accendono altre spie, se compare un messaggio del filtro antiparticolato, se la potenza cala nettamente, in caso di fumo o odore di bruciato, si fermi appena possibile in sicurezza, spenga il motore, eviti fonti di innesco e richieda assistenza prima di ripartire.

Mostri questa scheda alla sua officina. Indica l’ordine dei controlli e gli errori da evitare su P2456.

Per i professionisti

Questo codice le resiste?

Questa scheda fornisce il metodo. Sul suo caso, DIAGIA colloca P2456 nel contesto del veicolo e di quanto è già stato fatto, ordina le ipotesi e indica il controllo che permette di decidere. Lei misura, DIAGIA riordina.

Cosa le chiederebbe DIAGIA dopo

  1. Il codice è presente adesso o solo memorizzato, e quante volte è comparso?
  2. Quale pressione mostra lo strumento di diagnosi a motore spento, al minimo e a 3 000 giri/min a vuoto?
  3. Il valore salta quando si muove il connettore o un tratto preciso del cablaggio?
  4. Un intervento recente ha toccato la linea di scarico, il filtro, i suoi tubi o il sensore?

Domande frequenti su P2456

Si può guidare con P2456?

Il solo codice non autorizza a proseguire. Un breve tragitto è valutabile soltanto con la sola spia fissa, funzionamento regolare e senza perdita marcata di potenza, se consentito dalle istruzioni del veicolo; una misura che viene meno ostacola le rigenerazioni, quindi non lasci perdere tempo. Spia lampeggiante, altre spie che si accendono, messaggio del filtro antiparticolato, netta perdita di potenza, fumo o odore di bruciato: si fermi appena possibile in sicurezza, spenga il motore, eviti fonti di innesco e richieda assistenza prima di ripartire.

P2456 o P2452: quale differenza?

P2452 indica un difetto del circuito del sensore, spesso presente quando lo si cerca. P2456 indica un segnale che viene meno o salta a tratti: falso contatto, filo che si interrompe quando il cablaggio si muove. La ricerca passa quindi dal muovere il cablaggio con lo strumento di diagnosi sotto gli occhi e dai freeze frame.

Bisogna sostituire il sensore?

Non prima di aver mosso connettore e cablaggio leggendo la pressione, misurato alimentazione di riferimento e massa e controllato ogni filo con l’ohmetro durante il movimento. La continuità si misura soltanto a circuito disalimentato e isolato secondo la procedura del costruttore; la misura di tensione o di corrente è una prova separata, alimentata. Il sensore si giudica per ultimo, con il segnale rilevato e confrontato con un manometro. Prima di sostituire un componente, verifichi se esiste una nota tecnica o un aggiornamento della centralina del costruttore per questo veicolo.

Perché il codice ritorna mentre tutto sembrava a posto?

Perché un difetto intermittente compare solo in certe posizioni del cablaggio, come ricorda Pico. Riprenda i freeze frame (regime, temperatura, stato della strada) e riproduca quelle condizioni registrando la pressione, con lo strumento fissato e un aiutante che legge lo schermo.

Fonti

  1. SAE InternationalSAE J2012, Diagnostic Trouble Code Definitions (révision J2012_202509) (nuova scheda)

    Norma che definisce i codici guasto OBD standardizzati, compresi i codici generici P2xxx come P2456; pagina ufficiale della versione di settembre 2025, testo integrale a pagamento (diciture: vedere gli elenchi Autel e Snap-on).

    Consultata il

  2. Autel (lecteur de codes AutoLink AL301)OBDII Generic DTC Definitions (nuova scheda)

    Pagina stampata 82: dicitura di P2456 (circuito del sensore di pressione «A» del filtro antiparticolato, intermittente o erratico) e dei vicini P2452-P2455.

    Consultata il

  3. Snap-onDiagnostic Trouble Codes (DTC) List (nuova scheda)

    Dicitura di P2456 (circuito del sensore di pressione A del filtro antiparticolato, intermittente o erratico).

    Consultata il

  4. Delphi TechnologiesMaking sense of your sensors: DPF differential pressure sensor (nuova scheda)

    Due tubi prima e dopo il filtro; fili danneggiati dalle vibrazioni, fessurati o fusi dal calore; tubi da sostituire e da far passare altrove; perdita di scarico che può attivare i codici del sensore; riferimenti a quadro acceso: alimentazione di riferimento da 4,5 a 5 V, massa a 0 V, segnale da 0,5 a 4,5 V; segnale che deve variare agli aumenti di regime, poi confrontato con le pressioni dei due tubi.

    Consultata il

  5. HELLA Tech WorldExhaust gas aftertreatment: design, function and diagnostics (nuova scheda)

    Carico di fuliggine calcolato dalla pressione differenziale, dalle temperature prima e dopo il filtro e dalla portata d’aria; cablaggi e connessioni dei sensori danneggiati da sporco, acqua e sale, da ispezionare prima della diagnosi elettronica.

    Consultata il

  6. Pico TechnologyWiggle test (resistance) (nuova scheda)

    Difetti di cablaggio spesso intermittenti, che compaiono solo in una posizione precisa; cablaggio mosso, circuito scollegato alle due estremità: continuità sotto 0,5 Ω, isolamento oltre 10 kΩ; assenza di salti non probante, caduta di tensione sotto carico per confermare.

    Consultata il

  7. HELLA Tech WorldEarth (31) – troubleshooting (nuova scheda)

    Una resistenza di contatto provoca cadute di tensione; misurare la caduta di tensione sulla massa, se possibile sotto carico.

    Consultata il

  8. Snap-onUnderstanding and Diagnosing Diesel Particulate Filter (DPF) Systems in Modern Diesel Vehicles (nuova scheda)

    Pressione differenziale approssimativa da confrontare con i valori del costruttore: 2-10 mbar al minimo, 30-40 mbar a 3 000 giri/min senza carico; convalidare i segnali dei sensori prima di qualsiasi rigenerazione.

    Consultata il

  9. Pico TechnologyDPF back pressure (nuova scheda)

    Sensore di pressione collegato al tubo a monte al posto del sensore del filtro; misura solo puntuale, perché un’esposizione prolungata ai gas può danneggiare l’apparecchio.

    Consultata il

  10. California Air Resources BoardTitle 13 CCR §1968.2, exigences OBD II (texte de la révision de 2006) (nuova scheda)

    Regola californiana citata come riferimento tecnico (vale nel suo territorio per i veicoli interessati; non è una norma di circolazione italiana): componenti di ingresso (sezione f.15.2.1), difetti di continuità, valori fuori intervallo e, se possibile, valori non plausibili; monitoraggio permanente della continuità e dei valori fuori intervallo, almeno due misure al secondo (definizioni, sezione c).

    Consultata il

  11. UTAC-OTC (contrôle technique)Instruction technique IT VL F8, fonction « Nuisances » (indice I) (nuova scheda)

    Riferimento al controllo tecnico francese riportato come fonte d’origine; non determina la classificazione o l’esito della revisione italiana.

    Consultata il

Scheda verificata dal team tecnico DIAGIA il 22 ottobre 2026; versione italiana verificata il 26 ottobre 2026. Redazione tecnica DIAGIA a partire dalle fonti citate. Aggiornata il . I valori, le procedure e le precauzioni del costruttore del veicolo prevalgono su questa scheda.

I marchi e i modelli citati appartengono ai rispettivi titolari e servono unicamente a identificare i veicoli, i componenti e i documenti interessati; DIAGIA non è affiliata ad alcun costruttore.