Scheda codice guasto · Climatizzatore (gestione motore)

Codice guasto P2515: circuito del sensore di pressione del climatizzatore B

Risposta immediata

P2515 è il codice generico del circuito del sensore di pressione del climatizzatore B: la centralina non riceve più da questo sensore una misura utilizzabile, senza precisare se il segnale è troppo basso o troppo alto. Può mancare soltanto il freddo. Il solo codice non autorizza a proseguire: lo faccia soltanto se le istruzioni del costruttore e i messaggi del veicolo lo consentono e in assenza di segnali di pericolo. Allarme di temperatura motore, ventola di raffreddamento ferma, appannamento fastidioso o spia lampeggiante: si fermi appena possibile in sicurezza e richieda assistenza. Primo controllo: individuare sullo schema il sensore B e la centralina che lo legge, poi confrontare B con A allo strumento di diagnosi dopo un lungo arresto, a motore e climatizzatore spenti e a veicolo fermo, con sonde e collegamenti predisposti a motore spento.

Redazione tecnica DIAGIA · versione italiana verificata il 26 ottobre 2026

Aggiornata il 12 fonti citate9 min di lettura

Cosa controlla la centralina

Sui circuiti che ne hanno due, il sensore di pressione del fluido refrigerante dei codici da P2515 a P2518 porta la lettera «B» negli elenchi HELLA e Autel; Autel chiama «A» quello dei codici da P0530 a P0533. Secondo Nissens, ogni sensore misura la pressione in un punto preciso del circuito, e il suo valore serve alla centralina del climatizzatore, dell’abitacolo o alla centralina motore per comandare il compressore e le ventole. HELLA cita l’alta e la bassa pressione tra le grandezze che regolano un compressore a cilindrata controllata. Solo lo schema indica dove è montato B e quale centralina lo legge.

P2515 è il codice generico del circuito di B: la centralina non riceve una misura utilizzabile. P2517 e P2518 indicano un segnale troppo basso o troppo alto, P2516 un valore non plausibile. La normativa OBD californiana, presa come riferimento, richiede di rilevare i difetti di continuità, i valori fuori intervallo e, se possibile, i difetti di plausibilità; non impone un codice distinto per un’interruzione che non si distingue da un altro difetto di circuito.

  • Tecnologia. DENSO cita sensori di pressione con uscita in tensione, con segnale PWM o su rete LIN: lo schema indica quale segnale attendersi al connettore.
  • A contro B. Motore e climatizzatore spenti, un circuito sano mostra la stessa pressione lato bassa e lato alta pressione (Nissens): un B assente o bloccato accanto a un A plausibile indica il suo circuito. Eseguire il confronto a veicolo fermo, con sonde e collegamenti predisposti a motore spento; se la lettura avviene su strada, registrare i dati o affidarli a un secondo operatore, senza lettura da parte del conducente.
  • Spia. La stessa normativa richiede questa sorveglianza solo se il climatizzatore agisce sulla gestione del motore o partecipa alla diagnosi di un altro sistema: il codice può restare una semplice memoria di guasto.

Sintomi possibili

  • Aria tiepida o freddo intermittente alle bocchette
  • Pressione B assente o bloccata nei valori dello strumento di diagnosi
  • Sensore A che mostra una pressione plausibile nello stesso momento
  • Codice memorizzato da una centralina del climatizzatore o dell’abitacolo, talvolta senza spia motore
  • Compressore che non si inserisce più o si stacca

Cause possibili, nell’ordine in cui controllarle

Ordine di controllo consigliato, non una frequenza. Dal controllo più rapido e meno costoso a quello più impegnativo. Per ogni causa: cosa la sostiene, come verificarla e cosa la esclude.

Cause possibili di P2515, nell’ordine di controllo consigliato
OrdineCausa possibileControllo ed esito attesoLa esclude se…
Controllo n. 01Alimentazione o massa del sensore B assenteIndizioPressione B assente allo strumento di diagnosi già a quadro acceso; anche altri organi alimentati dallo stesso fusibile vanno in avaria.Con lo schema in mano, predisporre sonde e collegamenti a quadro spento, poi quadro acceso e sensore collegato: misurare alimentazione e massa sul retro del connettore di B, tenendo mani, indumenti e attrezzature lontani da organi in movimento e superfici calde. Fusibile bruciato: cercare il cortocircuito nei circuiti che alimenta prima di montarne uno nuovo.AttesoAlimentazione e massa presenti al connettore di B, ai valori dello schema del costruttore.Alimentazione e massa stabili al connettore, con cablaggio mosso delicatamente.
Controllo n. 02Connettore del sensore B o della centralinaIndizioDifetto intermittente, legato alle vibrazioni o all’umidità; terminale allentato, rientrato o verdastro.Quadro spento: scollegare la presa di B, poi quella della centralina che lo legge; esaminare ogni terminale, la sua tenuta nell’alloggiamento e la guarnizione. Terminali ossidati: sostituire secondo il metodo del costruttore, ammettendo una pulizia solo se il costruttore la autorizza.AttesoTerminali puliti e ben saldi, guarnizione in sede.Connettori sani e valore B stabile quando li si muove.
Controllo n. 03Filo di segnale di B interrotto o in cortocircuitoIndizioAlimentazione corretta, ma B muto o bloccato su un valore; traccia di riparazione, di schiacciamento o di sfregamento sul cablaggio.Presa di B e della centralina scollegate, quadro spento: continuità del filo con l’ohmetro, poi isolamento verso massa e verso le alimentazioni vicine, muovendo delicatamente il cablaggio. Riferimenti Pico Technology: meno di 0,5 Ω e più di 10 kΩ.AttesoCollegamento continuo sotto 0,5 Ω, isolato oltre 10 kΩ dalla massa e da qualsiasi positivo.Continuità e isolamento stabili su tutto il percorso, con cablaggio mosso delicatamente.
Controllo n. 04Sensore B difettosoIndizioAlimentazione, massa e collegamento corretti, valore B sempre assente o bloccato, mentre A resta plausibile.Dopo un lungo arresto, motore e climatizzatore spenti: confrontare B con A. Scostamento netto: far confrontare B con il manometro della stazione da personale in possesso della certificazione prevista per i gas fluorurati, con guanti e occhiali al raccordo. Sensore PWM o LIN: segnale all’oscilloscopio, secondo lo schema, con sonde predisposte a motore fermo e mani lontane da organi in movimento.AttesoA riposo, B prossimo ad A e al rilevamento della stazione.B concorde con A e con la stazione, ricevuto senza alterazioni.
Controllo n. 05Centralina che legge la misura BIndizioSensore, alimentazione e collegamento controllati, difetto sempre presente.Sensore collegato, quadro acceso: confrontare il segnale al connettore di B e al terminale della centralina che riporta il codice, con sonde predisposte a quadro spento e mani lontane da organi in movimento; controllare le sue alimentazioni e le sue masse, poi seguire la procedura del costruttore.AttesoSegnale identico al sensore e al terminale, alimentazioni e masse della centralina corrette.Valore visualizzato conforme al segnale misurato al terminale.

Albero di controllo

Segua i passaggi nell’ordine: ogni controllo porta al passaggio successivo o a una riparazione.

  1. Passaggio 1: Leggere i codici di ogni centralina e annotare quella che memorizza P2515; sono presenti anche P2517, P2518 o codici del sensore A?

    Se conforme P2515 da solo: individuare sullo schema il sensore B, la sua tecnologia e la sua alimentazione.

    Se non conforme P2517 o P2518 presente: iniziare da quello, indica il senso del difetto. Più sensori in avaria: alimentazione comune.

  2. Passaggio 2: Dopo un lungo arresto, motore e climatizzatore spenti, quadro acceso: valori di A e di B allo strumento di diagnosi.

    Se conforme B attivo e prossimo ad A: difetto fugace; seguire B allo strumento di diagnosi muovendo prese e cablaggio, veicolo fermo.

    Se non conforme B assente o bloccato, A plausibile: controllare alimentazione e massa di B.

  3. Passaggio 3: Alimentazione e massa sul retro del connettore di B, sensore collegato, con sonde predisposte a quadro spento e mani lontane da organi in movimento.

    Se conforme Conformi: connettori, poi collegamento di segnale.

    Se non conforme Fusibile bruciato, filo di alimentazione interrotto o uscita della centralina difettosa: riparare, poi rileggere B.

  4. Passaggio 4: Quadro spento: connettori di B e della centralina, poi continuità e isolamento del collegamento.

    Se conforme Collegamento sano: controllare il sensore B.

    Se non conforme Sostituire i terminali o riparare il tratto, proteggere il cablaggio, poi rileggere B.

  5. Passaggio 5: Segnale al connettore di B secondo la sua tecnologia, confrontato con A e, se necessario, con il rilevamento della stazione, con sonde predisposte a motore fermo e mani lontane da organi in movimento.

    Se conforme Segnale coerente: confrontare questo segnale con quello che riceve la centralina.

    Se non conforme Segnale assente o bloccato nonostante un circuito sano: sensore B in causa; sostituirlo. Circuito da aprire: recupero del fluido alla stazione, da personale in possesso della certificazione prevista per i gas fluorurati.

  6. Passaggio 6: Segnale misurato al connettore di B e al terminale della centralina che riporta il codice, con sonde predisposte a quadro spento e mani lontane da organi in movimento.

    Se conforme Segnale identico ma valore visualizzato errato: l’ingresso della centralina diventa sospetto. Prima di sostituire un componente, verificare se esiste una nota tecnica o un aggiornamento della centralina del costruttore per questo veicolo. Se non c’è, o se il codice ritorna dopo l’applicazione: controllare e poi sostituire la centralina secondo la procedura del costruttore.

    Se non conforme Segnale diverso alle due estremità: riprendere il collegamento e i suoi connettori.

Dopo ogni riparazione Cancelli i codici, poi riproduca le condizioni in cui compariva il guasto, finché la centralina non ha ripetuto il proprio controllo (monitor « pronto » o test eseguito). Codice assente: riparazione convalidata. Codice che ritorna: riprenda dal passaggio che segue quello della riparazione.

Errori frequenti

  • Componente nuovo, stesso difetto: montare un sensore B nuovo mentre un fusibile o un filo comune gli interrompe l’alimentazione, per non aver misurato al connettore.

  • Cercare P2515 nella sola centralina motore: secondo Nissens, la pressione può essere letta dalla centralina del climatizzatore o dell’abitacolo.

  • Iniziare da P2515 mentre è memorizzato P2517 o P2518: il codice basso o alto indica già il senso della ricerca.

  • Cercare una tensione continua su un sensore con uscita PWM o LIN: il suo segnale si legge all’oscilloscopio o allo strumento di diagnosi, secondo lo schema.

  • Credere B bloccato perché non si muove a compressore fermo: a riposo, una pressione stabile e prossima a quella di A è normale.

  • Far aggiungere fluido per un P2515: un circuito di misura in avaria lo resta, qualunque sia la carica.

Codici associati

È un automobilista?

In assenza di altri avvisi e se le istruzioni del costruttore e i messaggi del veicolo lo consentono, un breve tragitto verso l’officina è valutabile: in genere è interessato solo il climatizzatore. Per disappannare, orienti ventilazione e riscaldamento verso il parabrezza. Avviso di temperatura motore, elettroventilatore di raffreddamento fermo, appannamento fastidioso o spia lampeggiante: si fermi appena possibile in sicurezza e richieda assistenza. Non faccia ricaricare il climatizzatore per questo solo codice: il guasto deriva innanzitutto dal sensore B o dal suo cablaggio.

Mostri questa scheda alla sua officina. Indica l’ordine dei controlli e gli errori da evitare su P2515.

Per i professionisti

Questo codice le resiste?

Questa scheda fornisce il metodo. Sul suo caso, DIAGIA colloca P2515 nel contesto del veicolo e di quanto è già stato fatto, ordina le ipotesi e indica il controllo che permette di decidere. Lei misura, DIAGIA riordina.

Cosa le chiederebbe DIAGIA dopo

  1. Quale centralina memorizza P2515, e sono presenti P2517, P2518 o codici del sensore A?
  2. Il sensore B è analogico, con uscita PWM o su rete LIN, e dove lo colloca lo schema?
  3. Dopo un lungo arresto, il valore di B è assente, bloccato o prossimo a quello di A?
  4. Alimentazione e massa sono presenti al connettore di B, con il sensore collegato?

Domande frequenti su P2515

Si può guidare con P2515?

Il solo codice non autorizza a proseguire. Lo faccia soltanto se le istruzioni del costruttore e i messaggi del veicolo lo consentono e in assenza di segnali di pericolo; in genere è interessato solo il climatizzatore. Avviso di temperatura motore, elettroventilatore di raffreddamento fermo, appannamento fastidioso o spia lampeggiante: si fermi appena possibile in sicurezza e richieda assistenza.

Che cosa indica la lettera B?

Il secondo sensore di pressione del fluido refrigerante: HELLA e Autel attribuiscono P2515 a P2518 al sensore B, e Autel chiama A quello dei codici P0530 a P0533. La sua posizione nel circuito e la centralina che lo legge variano da veicolo a veicolo: lo indica lo schema.

P2515 o P0530?

Stesso tipo di guasto, un circuito di misura in avaria, ma su due sensori diversi: P0530 riguarda il sensore A, P2515 il sensore B. Se compaiono insieme, cerchi innanzitutto ciò che condividono: alimentazione, massa o connettore.

Qual è la differenza con P2516?

P2515 indica che il circuito di B non fornisce una misura utilizzabile; P2516, che la misura esiste ma appare inverosimile, per esempio lontana da quella di A a riposo. Il primo si ricerca nel cablaggio, il secondo anche nella deriva del sensore e nello stato del circuito frigorifero.

Fonti

  1. SAE InternationalSAE J2012, Diagnostic Trouble Code Definitions (révision J2012_202509) (nuova scheda)

    Norma che definisce i codici guasto OBD standardizzati, tra cui i codici generici P2xxx come P2515; pagina ufficiale della versione di settembre 2025 (per la descrizione di P2515: vedere la lista HELLA).

    Consultata il

  2. HELLADéfinitions génériques des codes OBD, série P (nuova scheda)

    Descrizione di P2515 (« A/C Refrigerant Pressure Sensor B Circuit ») e dei codici vicini P2516 a P2518 e P0530 a P0534; codici di tensione di riferimento P0641 e P0651.

    Consultata il

  3. Autel (lecteur de codes MaxiLink ML301)OBDII Generic DTC Definitions (nuova scheda)

    Pagina stampata 96: P2515, circuito del sensore di pressione del climatizzatore « B », descrizione concordante con HELLA; pagina stampata 41: P0530 a P0533 attribuiti al sensore « A ».

    Consultata il

  4. NissensNissens Pressure Sensor - Climate Comfort System Range (nuova scheda)

    Il sensore misura la pressione in un punto preciso del circuito; il suo valore serve alla centralina del climatizzatore, dell’abitacolo o alla centralina motore per comandare l’elettromagnete del compressore, un compressore a cilindrata variabile e gli elettroventilatori.

    Consultata il

  5. HELLA Tech WorldChanging the air conditioning compressor (nuova scheda)

    Compressore senza elettromagnete la cui cilindrata è regolata da una valvola pilotata dalla centralina del climatizzatore, in base a grandezze tra cui l’alta e la bassa pressione.

    Consultata il

  6. DENSO Aftermarket EuropeDENSO pressure switches and sensors (nuova scheda)

    Sensore di pressione del climatizzatore con uscita in tensione, con segnale PWM o su rete LIN.

    Consultata il

  7. NissensService & Diagnostics Procedures (nuova scheda)

    Pressioni statiche rilevate con motore e climatizzatore spenti: in un circuito sano, equalizzate e identiche lato bassa e lato alta pressione; controllo elettrico di fusibili e cablaggio (continuità, connessioni, isolamento).

    Consultata il

  8. Pico TechnologyWiggle test (resistance) (nuova scheda)

    Circuito scollegato alle due estremità, cablaggio mosso delicatamente: continuità sotto 0,5 Ω, isolamento verso massa e verso l’alimentazione oltre 10 kΩ; guasti spesso intermittenti.

    Consultata il

  9. MAHLE Service SolutionsArcticPRO ACX2000 Series, User manual (nuova scheda)

    Sezione 8.1 (pagina 22 del PDF): rischio di ustione da freddo per il fluido che fuoriesce; occhiali e guanti di protezione al collegamento dei tubi di servizio.

    Consultata il

  10. California Air Resources BoardTitle 13, California Code Regulations, Section 1968.2, Malfunction and Diagnostic System Requirements for 2004 and Subsequent Model-Year Passenger Cars, Light-Duty Trucks, and Medium-Duty Vehicles and Engines (OBD II) (nuova scheda)

    Regola californiana citata come riferimento tecnico (vale nel suo territorio per i veicoli interessati; non è una norma di circolazione italiana). Sezione (e)(12.1), pagina 51: monitoraggio dei componenti del climatizzatore che modificano la gestione del motore o servono alla diagnosi di un altro sistema; sezione (e)(15.2.1), pagine 54 e 55: continuità, valori fuori intervallo e plausibilità dei sensori, senza che sia richiesto un codice distinto per un’interruzione non distinguibile da un altro guasto di circuito.

    Consultata il

  11. AIDA (INERIS), texte réglementaireArrêté du 21/11/25 relatif à la délivrance des attestations de capacité aux opérateurs prévues à l’article R. 543-99 du code de l’environnement (nuova scheda)

    Normativa francese: attestato di capacità rilasciato da un organismo accreditato; allegato I, categoria V: controllo di tenuta, manutenzione e recupero dei fluidi dei climatizzatori dei veicoli. Il riferimento all’attestazione francese è riportato come fonte d’origine. Per operare in Italia occorre verificare i requisiti europei e italiani applicabili al refrigerante e all’attività svolta, nonché l’eventuale riconoscimento del titolo posseduto. La citazione di un requisito francese non stabilisce, da sola, il requisito applicabile al caso italiano.

    Consultata il

  12. UTAC-OTC (contrôle technique)Instruction technique IT VL F8, fonction « Nuisances » (indice I) (nuova scheda)

    Riferimento al controllo tecnico francese riportato come fonte d’origine; non determina la classificazione o l’esito della revisione italiana.

    Consultata il

Scheda verificata dal team tecnico DIAGIA il 13 ottobre 2026; versione italiana verificata il 26 ottobre 2026. Redazione tecnica DIAGIA a partire dalle fonti citate. Aggiornata il . I valori, le procedure e le precauzioni del costruttore del veicolo prevalgono su questa scheda.

I marchi e i modelli citati appartengono ai rispettivi titolari e servono unicamente a identificare i veicoli, i componenti e i documenti interessati; DIAGIA non è affiliata ad alcun costruttore.